
“So che sei qui per proteggermi. Riconosco il tuo tentativo di tenermi al sicuro. Ma guardati intorno: in questo momento, qui e ora, non c'è nessun pericolo. Non tutto ciò che si muove verso di me arriva per ferirmi. Posso abbassare lo scudo, togliere l’armatura, posso respirare”
Andare oltre l'ansia significa accettare il rischio della vulnerabilità. Significa comprendere che l'unico modo per vivere davvero le cose belle è accettare che non tutto possa essere controllato e che la vera sicurezza non sta nel prevedere il futuro, ma nel sapere che qualunque cosa accada, avrai le risorse per affrontarla. Permettiti di vivere perché l'ansia non è un nemico arrivato per distruggerti, è solo una parte di te che ha terribilmente paura. È la parte di te che ricorda ciò che fa male. È la parte di te che sente vecchie ferite e ha paura di soffrire di nuovo, di essere colta alla sprovvista e di farsi trovare impreparata davanti al dolore. Così per proteggerti ti mette un'armatura pesante e inizia a fare l'unica cosa che sa fare: immaginare scenari terribili, ti prepara al peggio, convinta che se arrivi preparata in qualche modo puoi a attutire il colpo. Il problema è che per paura di cadere smetti di camminare, perché quell'armatura pesa tantissimo e a volte non la sostieni più. Abbandonala, cammina scalza, senza paura.
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